Cina e Stati Uniti si sono impegnati congiuntamente a ridurre le emissioni di CO2, dando vita a un Gruppo di lavoro misto sui cambiamenti climatici (U.S.-China Climate Change Working Group -CCWG). Le Nazioni Unite hanno accolto con favore l’annuncio dell’accordo, che dovrebbe far aumentare in modo sostanziale le possibilità di raggiungere un “Trattato” globale sulla lotta ai cambiamenti climatici, previsto a Parigi nel 2015.
Nel mese di ottobre la Cina ha registrato il livello più elevato di esportazioni nette di prodotti petroliferi, mai registrato prima su base mensile, di circa 860 mila tonnellate, a fronte di esportazioni per 3,14 milioni di tonnellate e importazioni per 2,28 milioni di tonnellate.
Tra gennaio e ottobre, l’export complessivo di prodotti petroliferi della Cina è aumentato del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2013, pareggiando all’incirca l’import progressivo di 24,4 milioni di tonnellate che, al contrario, è diminuito del 26,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
In Francia, il Gestore della rete di trasmissione elettrica RTE ha presentato il piano di sviluppo decennale relativo al periodo 2015 – 2024, che dovrebbe permettere di raddoppiare le capacità di interconnessione con il resto dell’Europa. Il documento considera un piano d’investimenti di 1,5 miliardi di Euro all’anno, ovvero pari a un fabbisogno complessivo di 15 miliardi di Euro.
Due terzi degli investimenti annuali saranno infatti dedicati allo sviluppo, soprattutto delle interconnessioni elettriche. In particolare saranno realizzate nuove interconnessioni con Regno Unito e Irlanda e potenziate le interconnessioni con la Spagna, Benelux, Germania, Svizzera e Italia. Inoltre, RTE investirà circa 400 milioni di Euro all’anno nel rinnovamento delle infrastrutture più vetuste e circa 100 milioni di euro all’anno nelle reti intelligenti.
Enel Green Power si è aggiudicata due contratti in Brasile, nell’ambito della gara pubblica “Leilao de reserva” indetta da Empresa de Pesquisa Energética –EPE (istituto pubblico brasiliano incaricato della pianificazione energetica nazionale), per sviluppare due progetti di fornitura ventennale di energia elettrica fotovoltaica ed eolica, per un totale di 344 MW di capacità.
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato in data 10 Ottobre 2014 un Decreto relativo all’aggiornamento delle condizioni, dei criteri e delle modalità di attuazione dell’obbligo di immissione al consumo dei biocarburanti, ivi inclusi quelli avanzati.
Il quantitativo minimo di biocarburanti da immettere al consumo ai fini del rispetto dell’obbligo è stato stabilito nella percentuale del 5,0% per il 2015; negli anni seguenti la quota salirà rispettivamente al 5,5% nel 2016, al 6,5 % nel 2017 e al 7,5% nel 2018, anno in cui una percentuale di almeno l’1,2% dovrà essere tuttavia rappresentata dai biocarburanti avanzati.
A partire dal 2015, i dazi antidumping imposti dalla UE sulle forniture cinesi dei vetri trasparenti impiegati nei moduli fotovoltaici potrebbero contribuire ad un rimbalzo dei prezzi, secondo un recente rapporto di IHS Technology.
I prezzi dei vetri fotovoltaici, che trovano specifico impiego nell’edilizia, sono scesi del 50% nel quinquennio 2009-2014, a causa di un eccesso “di offerta” sui mercati, toccando un minimo un minimo di 4,60 $ USA per metro quadrato nel corso di quest’anno, rispetto a un prezzo medio di 10,40 $ USA nel 2009.
La compagnia petrolifera Saudi Aramco ha assegnato a Saipem un contratto EPC (Engineering, Procurement & Construction) relativo all’espansione dei centri di produzione del campo petrolifero onshore di Khurais e dei suoi campi satelliti Abu Jifan e Mazajili, in Arabia Saudita.
La realizzazione di nuove installazioni permetterà di aumentare la capacità di trattamento complessiva di greggio di ulteriori 300.000 barili/giorno
In Russia, il 24 ottobre 2014 è stata lanciata la prima asta del gas naturale presso il St. Petersburg International Mercantile Exchange (SPIMEX). Dopo anni di sperimentazioni e ritardi, l’evento ha rappresentato il primo passo tangibile della riforma mirata a liberalizzare il mercato del gas russo; le contrattazioni di Borsa renderanno possibile per i grandi consumatori di gas acquisire più facilmente e in modo più trasparente le forniture di Gazprom e degli altri produttori indipendenti. Tra i principali partecipanti ammessi alle negoziazioni del gas figurano produttori come Rosneft, Gazprom Mezhregiongaz, Novatek, imprese elettriche, agrochimiche e metallurgiche come Fortum, Enel Russia, KES-Trading, Severneft-Urengoy, INTER RAO ed altre.
Secondo gli scenari globali di Wood Mackenzie, entro il 2025 le esportazioni energetiche degli Stati Uniti arriveranno a superare le importazioni, facendo ritornare il paese alla piena indipendenza energetica, che era stata perduta nel 1952. Tutto ciò, per via del duplice effetto combinato, dovuto da un lato all’aumento della produzione di energia e dall’altro alla riduzione dei consumi.
La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA prevede d’investire 20 miliardi di dollari per ampliare la propria capacità di raffinazione del 20 per cento.
Dopo aver annunciato, negli anni scorsi, progetti di espansione aggressivi che tuttavia non sono andati a buon fine, a seguito di molteplici incidenti e interruzioni che hanno colpito il network di raffinazione nazionale, i vertici del comparto downstream della società hanno reso noto che la compagnia aggiungerà 265.000 barili/giorno di nuova capacità a quella attuale di 1,3 milioni di barili/giorno, senza tuttavia specificare la tempistica degli interventi previsti.
Il Consorzio titolare dello sviluppo del giacimento di gas naturale israeliano di Tamar ha firmato una lettera d’intenti con un gruppo privato di industriali e distributori egiziani (Dolphinus Holdings) per l’esportazione del gas in Egitto. Secondo i termini dell’accordo, le forniture di gas dovrebbero iniziare entro il 2015 e ammontare fino a 2,5 miliardi di metri cubi all’anno, su base interrompibile, per un periodo di 7 anni
La Commissione Europea ha pubblicato uno studio che fornisce un primo significativo set di dati sui costi e i sussidi che i 28 paesi dell’Unione devolvono al settore dell’energia (esclusi i trasporti).
Il valore complessivo dell’intervento pubblico nel settore dell’energia (escluso il settore dei trasporti) nei paesi membri è stato stimato, per il 2012, in circa 120-140 miliardi di Euro.
Kuwait Petroleum International (KPI) ha deciso di rinunciare al piano d’investimento, di 1,4 miliardi dollari, previsto per la sua raffineria di Rotterdam di 88.000 barili/giorno.
La società prenderà una decisione definitiva sulla sorte della raffineria entro la primavera 2015, circa le possibilità di una conversione del sito in un terminale di stoccaggio, di una chiusura definitiva oppure di una eventuale alienazione dell’impianto.
Il governo regionale vallone ha deciso di ridurre, da 15 a 10 anni, la durata dei certificati verdi riconosciuti ai piccoli impianti fotovoltaici (fino a 10 kW) che sono stati commissionati tra il 2008 e il primo dicembre 2011 sotto il regime “Solwatt”.
Per circa le 79.000 installazioni interessate, il nuovo regime fotovoltaico “Qualiwatt” comporterà una riduzione di circa 12-13 milioni di certificati verdi nel periodo 2018-2027, permettendo un risparmio di circa 780 milioni di Euro sulle bollette di tutti i consumatori finali.
L’Istituto francese di ricerca e formazione IFP Energies Nouvelles (IFPEN) stima che nel 2014 gli investimenti globali nelle attività di esplorazione e produzione (E&P) degli idrocarburi cresceranno del 5% rispetto allo scorso anno, a circa 734 miliardi di dollari. Nel biennio 2012-2013 si erano invece verificati due aumenti consecutivi dell’11%, mentre nel 2011 l’incremento era stato addirittura del 21%.
La crescita sarà trainata principalmente dagli investimenti delle National Oil Companies (NOCs) (+10%) e delle compagnie indipendenti minori (+ 7,5%), mentre per le principali Major petrolifere integrate è attesa, viceversa, una riduzione degli investimenti dell’8%.
SaskPower International, utility elettrica canadese appartenente alla provincia del Saskatchewan, ha avviato a Estevan, presso la centrale Boundary Dam, una unità di 110 megawatt (MW) di potenza che, grazie all’impiego su scala industriale della tecnologia della Carbon Capture and Storage (CCS), sarà in grado di tagliare le emissioni di anidride carbonica dell’impianto del 90% (per circa 1 milione di tonnellate all’anno). Si tratta della prima unità commerciale, a livello mondiale, provvista della tecnologia di cattura post-combustione, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 1,2 miliardi di dollari USA.
La compagnia spagnola Enagás si è unita al progetto del Trans Adriatic Gas Pipeline (TAP) come nuovo azionista con una quota del 16%, mentre la compagnia belga Fluxys ha incrementato la sua quota azionaria dal 16 al 19%.
La nuova struttura azionaria è derivata dall’acquisto da parte di Enagás e di Fluxys del pacchetto di azioni del 19% detenuto precedentemente nei portafogli della francese Total (10%) e della tedesca E.ON (9%). L’attuale azionariato del TAP è pertanto composto da BP (20%), SOCAR (20%), Statoil (20%), Fluxys (19%), Enagás (16%) e Axpo (5%).
Il Cile ha adottato una nuova legislazione fiscale ambientale, diventando il primo paese dell’America Latina ad aver introdotto una Carbon Tax sulle emissioni di CO2 prodotte dagli impianti di generazione elettrica.
Alle centrali termoelettriche con potenza installata uguale o maggiore di 50 megawatt (MW) sarà imputato un onere di circa 5 $ USA per tonnellata di CO2 emessa, ad eccezione delle centrali alimentate a biomassa.
L’opuscolo della IEA, oltre a riassumere lo stato dell’arte dei processi di trattamento e trasformazione delle biomasse in energia (biocarburanti, elettricità, calore) e prodotti chimici in otto paesi (Australia, Austria, Danimarca, Germania, Italia, Olanda, Nuova Zelanda e Stati Uniti), comprende la descrizione di trenta progetti di bio-raffinazione in esecuzione nel mondo e il riepilogo di oltre cento iniziative internazionali.
Sud Africa e Russia hanno firmato un accordo di cooperazione, in base al quale società statale russa Rosatom potrà fornire fino a 8 reattori nucleari con una capacità complessiva di 9,6 gigawatt (GW) per il programma nucleare del Sud Africa, per un valore di 40-50 miliardi di $USA. La prima delle nuove centrali nucleari in Sud Africa dovrebbe essere completata nel 2023.
L’accordo di collaborazione nel settore dell’energia e dell’industria nucleare è stato firmato dal capo della società statale russa Rosatom, Sergei Kiriyenko, e dal Ministro dell’Energia sud africano Tina Joemat-Pettersson, nel quadro della 58-esima Conferenza dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) di Vienna