Cina e Stati Uniti hanno ratificato l’accordo adottato dai 195 paesi aderenti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) nello scorso dicembre a Parigi (COP 21). Con la loro approvazione salgono a ventisei i paesi che finora hanno confermato la loro adesione, che insieme rappresentano ora il 39 per cento delle emissioni globali di gas a effetto serra.
Alla Conferenza ONU sul Clima di Parigi (COP21) 195 Paesi hanno raggiunto l’intesa sul testo di accordo che mira a contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 °C gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, e possibilmente entro la soglia di 1,5 °C; l’accordo sarà sottoposto all’approvazione ufficiale plenaria della Conferenza a partire dal 22 aprile 2016 e non oltre il 21 aprile 2017 a New York.
Il Giappone ha annunciato il suo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) che sarà presentato al prossimo summit mondiale sui cambiamenti climatici, ovvero nella 21esima Conferenza delle Parti dell’United Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC (COP21) che si terrà dal 30 novembre al 10 dicembre 2015 in Francia, a Parigi-Le Burget.
La ventesima Conferenza della parti dell’United Nations Framework Convention on Climate Change (COP20 UNFCCC) e la decima sessione della Conferenza delle parti del Kyoto Protocol (CMP10) – che hanno visto la partecipazione di 196 paesi – si sono concluse il 13 dicembre 2014, con un giorno supplementare dei lavori , con l’approvazione del documento di “ Chiamata sull’Azione Climatica” che rappresenterà la base negoziale del nuovo accordo climatico globale che dovrà essere firmato ufficialmente nel Dicembre 2015 a Parigi (COP 21), in sostituzione dell’Accordo di Kyoto.
Cina e Stati Uniti si sono impegnati congiuntamente a ridurre le emissioni di CO2, dando vita a un Gruppo di lavoro misto sui cambiamenti climatici (U.S.-China Climate Change Working Group -CCWG). Le Nazioni Unite hanno accolto con favore l’annuncio dell’accordo, che dovrebbe far aumentare in modo sostanziale le possibilità di raggiungere un “Trattato” globale sulla lotta ai cambiamenti climatici, previsto a Parigi nel 2015.