Nel quadro di un accordo strategico tra Flack Renewables ed Eni, Falck Renewables North America Inc. (Frna) ha ceduto il 49% degli impianti FER detenuti negli Stati Uniti a Eni New Energy US Inc. (Ene US) ed è stata parallelamente costituita una “piattaforma paritetica” tra le due società per il finanziamento e lo sviluppo di nuovi progetti a fonte rinnovabile per almeno 1 GW entro fine 2023 (tra FV, eolico onshore e storage).
Negli Stati Uniti, le due maggiori compagnie petrolifere – ExxonMobil e Chevron – hanno annunciato progetti per triplicare in cinque anni le estrazioni di shale oil nel bacino di Permian per una nuova produzione di circa 1,2 milioni di barili al giorno in più (volume pari all’attuale produzione del Venezuela).
Nella prima settimana di ottobre è scattata la seconda stretta USA contro l’Iran. Le nuove restrizioni si concentrano sul settore finanziario e sull’energia, e come annunciato prevedono l’esenzione per 8 Paesi, tra cui l’Italia
McDermott International Inc., compagnia specializzata nei servizi petroliferi offshore e la Chicago Bridge e Iron NV (CB&I), general contractor e operatore di servizi prevalentemente a terra, hanno annunciato un accordo di fusione per dar vita a un gruppo d’ingegneria e costruzioni maggiormente integrato (EPCI company) e competitivo nel mercato petrolifero globale, del valore di 6 miliardi di dollari USA, che avrà la sua sede principale nell’area di Houston (USA).
Il Procuratore Generale del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti, Loretta Lynch, ha annunciato che i risarcimenti dovuti dalla BP al governo federale, a cinque Stati del Golfo e a centinaia di amministrazioni locali, per i danni causati dallo sversamento in mare del petrolio del pozzo di Macondo ammonteranno a circa 20,8 miliardi di dollari.
Due nuovi impianti di gas naturale liquefatto, attualmente in costruzione in Canada e negli Stati Uniti, sono stati recentemente abilitati a esportare al di fuori dei rispettivi confini nazionali le loro future produzioni di GNL.
Schlumberger Ltd ha annunciato il raggiungimento di un accordo per acquisire la Cameron International Corp. per 14,8 miliardi di dollari, operazione che segnerà la seconda grande fusione tra società di servizi petroliferi, dopo quella annunciata nel novembre scorso tra Halliburton e Baker Hughes (del valore di 38 miliardi di $). Gli azionisti di Cameron riceveranno 0,716 azioni Schlumberger e 14,44 dollari USA in contanti per ogni azione di Cameron.
Il Department of Commerce degli Stati Uniti (DoC) ha rilasciato alcune licenze temporanee per l’esportazione annuale di petrolio greggio dagli Stati Uniti verso il Messico, in cambio di petrolio messicano importato negli USA. La deroga al divieto di esportazione del petrolio, tuttora in vigore fin dal 1970, è stata concessa sia pure nella forma di uno swap, dopo che il Messico ha formalmente chiesto l’autorizzazione a importare circa 100.000 barili/giorno di petrolio di scisto (shale oil) di elevata leggerezza e qualità dagli Stati Uniti, in cambio di petrolio pesante messicano da fornire alle raffinerie USA.
La commissione finanze del Senato degli Stati Uniti ha approvato un disegno di legge, con 23 voti a favore e 3 contrari, finalizzato a ripristinare crediti d’imposta a favore dei produttori di biodiesel e biocarburanti avanzati, che erano scaduti alla fine del 2014.
Il pacchetto di misure include una proroga di due anni per i crediti d’imposta di 1,01 $/gallone per la produzione di biocarburanti cellulosici e di 1 $/gallone per la produzione di biodiesel e di diesel da fonti rinnovabili.
Secondo i risultati di una recente ricerca effettuata dalla West Virginia University (WVU), presentata il 14 luglio u.s. in un seminario a Canonsburg (Pennsylvania), la dimensione delle risorse di gas naturale tecnicamente recuperabili dalla formazione sedimentaria di scisti di Utica sarebbero pari a oltre 22 mila miliardi di metri cubi, pertanto notevolmente superiori alla stima di 1.075 miliardi di metri cubi calcolata soltanto pochi anni fa (nel 2012) dal Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS). Inoltre nel caso dello shale oil, le riserve recuperabili di olio sarebbero almeno doppie, ovvero 1,8 miliardi di barili, rispetto ai 940 milioni di barili stimati dall’USGS.
La Commissione statunitense Federal Energy Regulatory (FERC) ha emesso l’ordinanza di approvazione dei piani di Cheniere Energy per aggiungere due ulteriori treni di liquefazione del gas naturale presso il terminal di GNL di Sabine Pass a Cameron Parish, Louisiana.
I nuovi treni 5 e 6, che avranno una capacità di liquefazione di circa 4,5 milioni di tonnellate/anno ciascuno, saranno congiunti agli altri quattro treni di GNL (20 Mt/a di capacità complessiva) attualmente in costruzione nel sito, permettendo in futuro di raggiungere una portata complessiva di circa 29 Mt/a (4.14 Bcf giorno).
GAIL (India) Limited, la maggiore compagnia indiana di distribuzione del gas, ha raggiunto un accordo ventennale con l’utility statunitense Washington Gas Light Company (WGL) per l’approvvigionamento di gas naturale, che una volta trasformato presso un impianto di liquefazione attualmente in costruzione negli USA, sarà esportato via nave in India (fino a 2,5 Milioni di tonnellate anno) a partire dalla fine del 2017
Secondo i dati rilasciati dalla US Energy Information Administration (EIA), nel 2013 le riserve provate di petrolio e gas degli Stati Uniti sono aumentate rispettivamente a 36,5 miliardi di barili (con un aumento del 9,3% rispetto al 2012) e a oltre 10.000 miliardi di metri cubi di gas naturale (con un aumento del 10% rispetto al 2012).
Secondo gli scenari globali di Wood Mackenzie, entro il 2025 le esportazioni energetiche degli Stati Uniti arriveranno a superare le importazioni, facendo ritornare il paese alla piena indipendenza energetica, che era stata perduta nel 1952. Tutto ciò, per via del duplice effetto combinato, dovuto da un lato all’aumento della produzione di energia e dall’altro alla riduzione dei consumi.
La produzione e il consumo di carbone della Cina sono aumentati per il tredicesimo anno consecutivo nel 2012, facendo del paese il più grande produttore e consumatore del mondo, rispettivamente con quote pari al 46% della produzione e al 49% dei consumi globali di carbone. Tali risultati emergono dalle ultime statistiche emanate dalla statunitense Energy Information Agency (EIA).