Stando all’ultima rilevazione pubblicata da Unem, nel periodo gennaio-settembre 2021, le lavorazioni complessive delle raffinerie sono state pari a 47,53 milioni/tonnellate un incremento del 3,2% rispetto ai dati dell’anno..
Secondo gli ultimi dati rilasciati dall’Unione Petrolifera, nello scorso anno in Italia il settore della raffinazione ha processato 71,7 milioni di tonnellate di greggio, un valore inferiore dell’1,7% rispetto all’anno precedente, producendo complessivamente 65,9 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Ad inizio 2020, UP registra tuttavia un recupero della produzione rispetto ai primi mesi del 2019.
Eni ha avviato nella raffineria di Taranto la costruzione delle opere funzionali al giacimento petrolifero di Tempa Rossa in Basilicata. Le opere civili civili sono pronte al 50% e saranno completate a fine anno. “Tutto il 2020 sarà di lavoro, ha commentato Michele Viglianisi, direttore della raffineria di Taranto “L’impianto sarà operativo dal2021”.
Saipem, in consorzio con Petrofac e Samsung, si è aggiudicata un nuovo contratto E&C onshore in Tailandia per l’espansione da 275 a 400 mila barili giorno della capacità della raffineria di Sriracha, la più grande del Paese, ubicata nella provincia di Chonburi sulla costa orientale del Golfo di Thailandia.
Alla fine di Aprile 2018, la compagnia petrolifera Marathon Petroleum Corporation ha annunciato un accordo per acquistare la rivale Andeavor (ex Tesoro) per oltre 23 miliardi di $USA.
Oltre a vari gasdotti, oleodotti e stazioni di servizio, Andeavor gestisce 10 raffinerie in Alaska,
L’Iraq ha firmato un contratto con le due società cinesi PowerChina e Norinco International per costruire la nuova raffineria prevista nel porto di Fao (Al Faw), sul Golfo. Il complesso avrà una capacità di lavorazione 300.000 barili/giorno e includerà un impianto petrolchimico.
In occasione del sedicesimo International Energy Forum (IEF) tenutosi a New Delhi, Saudi Aramco e il consorzio indiano Ratnagiri Refinery & Petrochemicals Ltd. (joint venture tra le compagnie Indian Oil, Hindustan Petroleum e Bharat Petroleum) hanno firmato un Memorandum d’Intesa (MoU) iniziale volto a costruire, su base paritetica, una raffineria da 1,2 milioni di barili al giorn
Le esportazioni di distillati petroliferi degli Stati Uniti hanno continuato a crescere in modo significativo tra gennaio e luglio 2017, registrato una media di 1,4 milioni di barili/giorno (b/g) ovvero circa 195.000 b/g in più rispetto allo stesso periodo del 2016.
La società statale indonesiana Pertamina ha annunciato sei nuovi progetti relativi a impianti di raffinazione, il cui costo potrebbe ammontare complessivamente a 37,5 miliardi di $ USA.
A seguito del robusto sviluppo economico e della crescente domanda petrolifera, la compagnia di Stato intende costruire due nuove raffinerie “grassroot” da 300.000 barili/giorno, rispettivamente a Tuban (Giava Orientale) e Bontang (Kalimantan Orientale), ed eseguire “l’ upgrading” di quattro impianti esistenti a Dumai (Riau-Sumatra), Cilacap (Giava Centrale), Balikpapan (Kalimantan Orientale) e Balongan (Giava Occidentale).
La compagnia petrolifera cinese Sinopec ha annunciato un piano quadriennale d’ investimenti pari a circa 29 miliardi di dollari USA, per rimodernare le sue principali quattro raffinerie – dislocate nei pressi delle città di Shanghai, Nanchino (Jangsu), di Zhenhai (costa orientale) e di Maoming-Zhejiang (Guangdong) – e migliorare qualitativamente la propria produzione di carburanti.
Negli Stati Uniti, la compagnia di raffinazione e distribuzione petrolifera Tesoro Corporation ha annunciato un accordo definitivo con la società indipendente Western Refining Inc. per l’acquisizione delle sue attività di raffinazione e logistiche, per un valore totale di 6,4 miliardi di $ inclusi i debiti (1,7 mld di $)
In India, il Gruppo Essar Energy Holdings ha confermato la cessione del 98 per cento della Essar Oil a un consorzio guidato dalla russa Rosneft. L’accordo consentirà alla compagnia russa di acquisire una quota del 49 per cento nella società di raffinazione e distribuzione indiana, mentre il rimanente 49 per cento sarà suddiviso equamente tra gli altri due soci del consorzio, la compagnia di trading olandese Trafigura e il fondo russo d’investimento United Capital Partners (UCP).
In Danimarca, Shell ha raggiunto un accordo con Dansk Olieselskab ApS per la vendita delle attività di A/S Dansk Shell, che consistono nella raffineria Fredericia di 70 mila barili/giorno e relative attività di approvvigionamento e trading locali.
In Giappone, Idemitsu Kosan Co. e Showa Shell Sekiyu KK hanno firmato un accordo non vincolante che mira a fondere le attività delle due compagnie in una “NewCo” paritetica. L’operazione sarà perfezionata tra l’autunno 2016 e la primavera 2017, nei tempi dovuti per l’esecuzione della “due diligence“,la stesura dell’accordo definitivo vincolante e l’approvazione degli azionisti.
Saipem si è aggiudicata due importanti contratti da parte della compagnia petrolifera Kuwait National Petroleum Corporation (KNPC) per l’esecuzione di lavori on-shore e off-shore relativi alla nuova raffineria di Al-Zour, a sud di Kuwait City, del valore di circa 1,3 miliardi di dollari di pertinenza di Saipem
La rapida trasformazione dell’Arabia Saudita in uno dei maggiori raffinatori di petrolio del mondo, sta conferendo un nuovo volto al paese, oltre a quello tradizionale di esportatore di petrolio svolto in seno all’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC).
Total ha presentato alle rappresentanze sindacali un piano di razionalizzazione e trasformazione del suo comparto di raffinazione in Francia, che mira a fronteggiare la persistente contrazione del mercato petrolifero europeo (dal 2008 si è ridotto del 15%), inasprita dalla forte concorrenza delle raffinerie dell’Asia e del Medio Oriente e più di recente dalla rivoluzione dello shale oil & gas negli Stati Uniti, che ha concesso all’industria della raffinazione statunitense di aumentare il proprio vantaggio competitivo, limitando sempre più le possibilità di esportazione negli USA e determinando, di pari passo, un accrescimento dell’eccesso di capacità di raffinazione in Europa.
Nel presentare alla stampa il rapporto 2014 e le prospettive per il 2015 dell’ Union française des industries pétrolières (Ufip), il Presidente Francis Duseux ha prospettato la possibilità che circa il 25- 30% della capacità di raffinazione europea possa venir meno entro il 2040, a causa del previsto calo della domanda di prodotti petroliferi e della maggiore concorrenza internazionale.
La compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA prevede d’investire 20 miliardi di dollari per ampliare la propria capacità di raffinazione del 20 per cento.
Dopo aver annunciato, negli anni scorsi, progetti di espansione aggressivi che tuttavia non sono andati a buon fine, a seguito di molteplici incidenti e interruzioni che hanno colpito il network di raffinazione nazionale, i vertici del comparto downstream della società hanno reso noto che la compagnia aggiungerà 265.000 barili/giorno di nuova capacità a quella attuale di 1,3 milioni di barili/giorno, senza tuttavia specificare la tempistica degli interventi previsti.
Kuwait Petroleum International (KPI) ha deciso di rinunciare al piano d’investimento, di 1,4 miliardi dollari, previsto per la sua raffineria di Rotterdam di 88.000 barili/giorno.
La società prenderà una decisione definitiva sulla sorte della raffineria entro la primavera 2015, circa le possibilità di una conversione del sito in un terminale di stoccaggio, di una chiusura definitiva oppure di una eventuale alienazione dell’impianto.