Il governo cipriota ha annunciato di aver affidato a un proprio gruppo negoziale l’incarico di avviare trattative immediate con la joint venture italo-coreana Eni/Kogas e con la francese Total, mirate alla valorizzazione delle risorse di gas naturale dell’isola e allo sviluppo di un terminale di liquefazione del gas a Vasilikos.
Eni e Kogas sono titolari, rispettivamente con quote dell’80% e 20%, di tre permessi esplorativi offshore (Blocchi 2, 3 e 9), mentre la Total è titolare dei Blocchi 10 e 11. Sia Eni /Kogas sia Total hanno già firmato accordi iniziali con Cipro per quanto riguarda lo sviluppo di un progetto di esportazione di GNL, in caso di scoperta di adeguate risorse off-shore di gas naturale.
Il Ministero dell’Economia polacco ha presentato un documento sulla politica energetica nazionale al 2050 che sarà oggetto di consultazione fino al 1° settembre 2014. Il piano energetico, che non sarà giuridicamente vincolante – anche dopo la sua approvazione, prevista per il mese di settembre – ha lo scopo di aiutare le aziende a pianificare con un cero anticipo i loro orientamenti, ma anche quello di annunciare all’Unione europea che il paese intende ancora sostenersi abbondantemente sui combustibili fossili, nonostante gli obiettivi verdi dell’Ue.
L’obiettivo dell’Estonia di diminuire le emissioni di CO2 del 75% entro il 2050 rispetto al 1990 risulterebbe equivalente a un taglio di circa il 25% delle alle emissioni attuali della Repubblica baltica. Per raggiungere tale obiettivo, il paese dovrà ridurre soprattutto le emissioni derivanti dall’elevato impiego degli scisti bituminosi nella produzione di energia elettrica.
L’Estonia non è dotata di risorse fossili convenzionali come petrolio, gas naturale e carbone, ma possiede depositi molto importanti di scisti bituminosi (anche noti come Kukersite), che hanno un’età di circa 450 milioni di anni (Ordoviciano) e si estendono su una superficie di circa 2.000 kmq che attraversa trasversalmente l’intero paese.
Il governo britannico ha pubblicato un documento di analisi e consultazione, ”Next Steps in CCS: Policy Scoping Document”, che riepiloga le politiche e le azioni di governo finora adottate per la Carbon Capture and Storage (CCS) nel Regno Unito ed esplora i possibili percorsi per stimolarne gli sviluppi futuri.
Il documento, nel ribadire l’impegno del governo britannico per agevolare la riduzione dei costi delle tecnologie della CCS e favorire la loro diffusione, afferma la necessità che la CCS divenire “sfruttabile commercialmente entro un decennio” e a tal fine invita tutti le parti interessate a esprimere la loro opinione sulle politiche esistenti e quelle che potrebbero permettere il decollo di una seconda fase delle attività della CCS.
LUKOIL, la maggiore compagnia petrolifera integrata privata della Federazione Russa – che possiede lo 0,8% delle riserve mondiali di petrolio e contribuisce al 16% della produzione petrolifera della Federazione Russa e al 2,1% di quella mondiale – ha annunciato la vendita delle sue attività di distribuzione e marketing in tre mercati dell’Europa centrale – nella Repubblica Ceca, in Slovacchia e in Ungheria, nell’ambito di un piano di un “riposizionamento strategico” in Europa che include anche l’uscita dall’Ucraina, annunciata alla fine dello scorso mese di luglio.
Edison, EDF Energies Nouvelles e Fondi Italiani per le Infrastrutture (F2iSGR) hanno stipulato un accordo che porterà alla nascita del terzo operatore nel settore delle energie rinnovabili in Italia e che controllerà circa 600 MW di capacità (prevalentemente eolica) a seguito dell’accorpamento degli impianti di Edison Energie Speciali (EDENS) e di parte degli impianti di EDF E.N. Italia.
Enel Green Power (EGP) ha avviato la costruzione del suo primo parco eolico in Uruguay, situato nella zona di Cerro Largo, a circa 320 chilometri dalla capitale Montevideo. Per la sua realizzazione è previsto un investimento di circa 98 milioni di dollari.
Il parco Melowind avrà una capacità installata di 50 MW e sarà caratterizzato da un “load factor” di oltre il 47%, equivalente a più di 4.100 ore di esercizio all’anno. Una volta completato, sarà in grado di produrre più di 200 milioni di chilowattora (KWh) all’anno, evitando l’emissione in atmosfera di un quantitativo di gas serra equivalente a oltre 62 mila tonnellate di CO2 all’anno
Il Gruppo Mossi Ghisolfi ha annunciato la firma di un accordo di joint venture per costruire in Cina la più grande raffineria di bioetanolo cellulosico del mondo. A tal fine, la consociata M&G International S.à.rl, interamente posseduta da M&G Chemicals, ha stipulato una joint venture con la cinese Anhui Guozhen per costruire una raffineria verde a Fuyang (nella provincia orientale cinese di Anhui), che convertirà circa 970.000-1.300.000 tonnellate all’anno di residui agricoli in etanolo cellulosico, glicoli e sottoprodotti come la lignina.
Le quote azionarie di M&G e Guozhen nella joint venture sono rispettivamente del 70% e 30%, mentre l’investimento totale per la costruzione dell’impianto è stimato in circa 325 milioni di dollari. Le due società prevedono di annunciare, fra non molto, anche la creazione di una seconda società mista, per convertire la lignina in vapore ed elettricità (circa 45MW).
Cassa Depositi e Prestiti Spa (CDP) e State Grid International Development Limited (SGID) – società interamente controllata di State Grid Corporation of China – hanno avviato una trattativa, giunta ormai alla fase conclusiva, per la cessione da parte di Cassa Depositi e Prestiti di una partecipazione del 35% di CDP RETI Spa alla corporazione cinese SGID, per un controvalore stimato in circa due miliardi di Euro.
Secondo lo Scenario Centrale più recente pubblicato dalla European Wind Energy Association (EWEA), i paesi dell’Unione europea potrebbero installare circa 75GW di nuova capacità eolica nei prossimi 7 anni, con un incremento del 64%, rispetto al 2013, che farebbe aumentare la potenza complessivamente installata nella UE28 a 192,4 GW nel 2020.
Gli investimenti in nuovi parchi eolici, previsti tra 90 e 124 miliardi di Euro, contribuirebbero alla creazione di circa 100 mila nuovi posti di lavoro, facendo salire la forza lavoro totale impiegata nel settore a circa 354 mila unità.
Il consorzio industriale francese Exeltium ha siglato un accordo con EDF che permetterà di rimodulare i prezzi delle forniture di elettricità in modo tale da permettere alle imprese di recuperare competitività. In base al protocollo d’intesa, il prezzo dell’elettricità potrà essere diminuito immediatamente del 20% a fronte della possibilità – a seconda dell’evoluzione del prezzo di mercato dell’elettricità – di recuperare gli eventuali aumenti in un periodo successivo (a partire dal gennaio 2019).
Il Senato australiano nei giorni scorsi ha bocciato la legge sulla carbon tax e respinto i piani per la creazione di un Sistema di Scambio delle Emissioni nel paese, dando via libera alla politica voluta del Primo Ministro conservatore Tony Abbott, fin dalla campagna elettorale del suo partito (Liberal Party) nel 2013, con il supporto del partito Palmer United Party (PUP) guidato dal magnate delle miniere Clive Palmer, nonostante la strenua opposizione del Partito Laburista e del Partito dei Verdi
Dopo l’approvazione, nell’ottobre 2013, della legge sull’apertura delle esportazioni del gas naturale, il Governo russo ha assegnato nuove licenze per l’export di gas naturale liquefatto alle compagnie Gazprom Export, Rosneft e Yamal LNG, eliminando concretamente il monopolio di Gazprom sulle esportazioni russe di gas
L’Enel ha formalmente comunicato ai mercati e alle sue filiali in Slovacchia e Romania e ai soci di minoranza, di aver avviato il processo di vendita delle sue consociate nei due paesi attraverso la nomina degli “advisor” finanziari, che dovrebbero portare nelle casse della società almeno 4,4 miliardi di Euro (circa 6 miliardi di dollari) permettendo in tal modo di ridurre l’indebitamento della società. Enel sarà assistita da BNP Paribas SA e Deutsche Bank AG in Slovacchia, e da Citigroup Inc. e UniCredit SpA in Romania.
I gestori europei delle reti di trasmissione (TSO-E) europei dovranno investire 150 miliardi di Euro (oltre 200 miliardi dollari) nelle linee elettriche ad alta tensione entro il 2030 per consentire alle fonti rinnovabili di coprire fino al 60% della domanda totale di elettricità nell’Unione europea.
Sono due i progetti italiani ammessi tra i 19 vincitori della seconda fase del programma di finanziamento NER 300, basato sulle risorse provenienti dalla vendita di quote di emissione nel sistema ETS dell’UE. Entrambi i progetti selezionati dovrebbero essere operativi entro il 2018
L’8 luglio 2014, la Commissione europea ha annunciato che sei progetti relativi a bioenergie e biocarburanti avanzati riceveranno finanziamenti nell’ambito della seconda fase del programma di finanziamento NER300 per le tecnologie innovative a basse emissioni, istituito ai sensi dell’articolo 10 bis (8) della Direttiva Emission Trading 2009/29/CE, dettagliata nella decisione C (2010) 7499.
Il programma NER300, promosso da un’iniziativa congiunta della Commissione Ue e della Banca europea per gli invevstimenti (BEI), ha lo scopo di finanziare progetti per la lotta ai cambiamenti climatici con il ricavato della vendita di 300 milioni di quote di emissione tratte dalla New Entrants’ Reserve (NER), la riserva per i nuovi entranti, stabilita per la terza fase del sistema di scambio di quote (ETS) dell’Unione Europea, che è stato adottato nel 2005
La Commissione europea ha confermato la volontà di assegnare fino a 300 milioni di Euro di finanziamenti al progetto White Rose CCS (in UK), nell’ambito del Programma NER300 che utilizza il gettito proveniente dalla vendita di quote di emissioni dell’UE per sostenere lo sviluppo di progetti energetici innovativi essenziali per fronteggiare la problematica dei cambiamenti climatici.
Le industrie del petrolio e del gas degli Stati Uniti di recente hanno costituito l’Oil and Natural Gas Information Sharing and Analysis Center (ONG-ISAC) per proteggere il settore energetico dagli attacchi informatici (cyber security).
Il nuovo organismo di natura privata, che avrà sede a Washington, DC, si propone di raccogliere le adesioni delle compagnie petrolifere integrate, come pure delle compagnie del settore del gas, delle compagnie upstream, mid-stream e downstream, delle associazioni di categoria e delle società che prestano servizi alle compagnie energetiche, al fine di facilitare lo scambio d’informazioni e la valutazione dei rischi e di fornire orientamenti in merito alla sicurezza informatica delle imprese.
La società ceca Unipetrol rileverà la quota societaria del 32,445% detenuta dall’italiana Eni nella società di raffinazione Česká Rafinérská a.s. (CRC) attiva nella Repubblica Ceca, per un controvalore di circa 30 milioni di Euro (circa 40,9 milioni di dollari), assumendo il pieno controllo del settore della raffinazione ceca.