L’Eurostat ha rilasciato I dati riscaldamento e raffreddamento degli edifici europei negli ultimi 42 anni; l’agenzia utilizza i gradi di riscaldamento (HDD) e i gradi di raffreddamento (CDD) per descrivere il fabbisogno energetico degli edifici in termini di riscaldamento (HDD) o di raffreddamento (CDD). Negli anni 70 l’indice di riscaldamento aveva un valore medio di 3.510 gradi-giorno (Hdd), mentre nel 2021 è sceso dell’11% a 3.126 Hdd
I 27 Paesi Membri UE hanno raggiunto un accordo sul petrolio russo: stop all’importazione via nave di greggio, si prevede una riduzione del 90%. L’accordo raggiunto dopo quasi un mese di negoziati ha dovuto conciliare la posizione contraria di Slovacchia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Ungheria. Il Consiglio annuncia che avvierà una nuova fase di dialogo per fermare anche le importazioni tramite Oleodotti e Germania e Polonia dichiarano che fermeranno i flussi su Druzhba.
“Aumentare gli investimenti pubblici per la transizione verde, digitale e per la sicurezza energetica, anche facendo uso dei programmi UE Recovery and Resilience Facility, REpowerEU e di altri fondi Ue”, queste alcune delle raccomandazioni espresse dalla Commissione all’Italia per un maggiore sforzo di investimento nell’ambito della transizione ecologica e della diversificazione e riduzione della dipendenza dai combustibili fossili. A tal scopo è stato pubblicato il “report on the 2022 National Reform Programme of Italy and delivering a Council opinion on the Stability Programme of Italy” in cui la commissione indica di “ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e diversificare le importazioni di energia”.
Secondo recenti dati pubblicati da Eurostat, lo scorso mese di gennaio nell’Unione Europea l’inflazione delle fonti di energia ha raggiunto il 27%, livello più alto da quando sono iniziate le pubblicazioni dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Hicp) nel 1997. Da marzo 2021 infatti l’inflazione energetica è salita gradualmente fino a superare nell’ottobre 2021 il precedente record dell’indice Hicp (17% a luglio 2008) e arrivare al 27% di gennaio.
Nel discorso tenuto il 15 settembre 2021 dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, non potevano mancare i riferimenti all’attuale dibattito sul rincaro dei prezzi energetici dovuto…
Il mercato petrolifero nella prima decade di luglio è stato caratterizzato una interruzione del trend di crescita dei prezzi dei greggi che aveva portato il Brent a superare la soglia dei 75 $/b ed a lasciare intravedere traguardi ancora più ambiziosi.
Da pochi giorni la Commissione europea ha adottato un pacchetto di proposte per rendere le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità, idonee a ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 , rispetto ai livelli del 1990.
Il mese di giugno ha segnato un ulteriore avanzamento nella ripresa dell’economia mondiale con particolare riferimento a quelle occidentali a partire da quella americana che ha registrato un nuovo forte aumento degli occupati.
Per finanziare la transizione ecologica e scongiurare il “greenwashing”, la Commissione Europea presenta una serie di proposte e provvedimenti, che toccano un ventaglio di settori che vanno dai green bond, al gas, fino al nucleare.
Il 5 luglio a mezzanotte è terminata la prima fase della Consultazione Pubblica sulla Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) e del progetto preliminare del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico. Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove saranno messi in sicurezza i rifiuti radioattivi prodotti in Italia, generati dall’esercizio e dallo smantellamento delle centrali e degli impianti nucleari, dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca.
Recentemente è stato pubblicato il nuovo Gas Market Report dell’Aie, secondo cui tra il 2022-2024 la richiesta globale di gas continuerà a crescere dell’1,7% all’anno, fino ad arrivare a sfiorare i 4.300 miliardi di mc, il 7% in più rispetto ai livelli pre-Covid e un volume superiore a quello considerato in linea con gli obiettivi climatici dal rapporto Net Zero dell’Agenzia.
Elemens ha presentato ieri lo studio “Nuovi scenari di decarbonizzazione per l’Italia. Il “EU Green Deal” e gli effetti sulle rinnovabili elettriche al 2030”, dal quale si evince che per centrare il target al 2030, sarà necessario un incremento della quota di rinnovabili elettriche dagli attuali 120 TWh a 241 TWh con uno share delle Fer elettriche sui consumi pari al 70% circa.
La scorsa settimana, nel corso del Festival dell’acqua promosso e organizzato da Utilitalia, la Federazione delle utility idriche, ambientali ed energetiche, è stato pubblicato il Blue Book 2021, ossia la monografia completa sui dati del servizio idrico integrato, realizzato dalla Fondazione Utilitatis.
“Tracking the Impacts of Innovation: Offshore wind as a case study”, è il nuovo studio recentemente pubblicato dall’International Renewable Energy Agency (IRENA), risultato iniziale…
Recentemente è stato pubblicato il rapporto annuale di monitoraggio in ambito SDG 7, sui progressi globali, regionali e nazionali, su quattro obiettivi energetici chiave: garantire l’accesso universale all’elettricità e a soluzioni di pulite per il coking, aumento della quota di energia rinnovabile nel mix globale, raddoppiare i progressi sull’efficienza energetica, e aumentare la collaborazione internazionale a sostegno dell’energia pulita e rinnovabile.
“Financing clean energy transitions in emerging and developingeconomies” è il nuovo report pubblicato questo mese dall’International Energy Agency, sviluppato in collaborazione con la Banca mondiale e il World Economic Forum.
La domanda di energia in Italia nel mese di aprile ha mostrato netti segnale di recupero non solo rispetto allo stesso mese del 2020, poco significativo in quanto segnato da uno dei momenti più difficili della pandemia ,ma anche nei confronti dell’aprile del 2019.
Il rapporto World Energy Investment 2021, recentemente pubblicato dall’International Energy Agency, analizza come i flussi di investimenti energetici si stiano riprendendo dallo shock della pandemia di Covid-19, illustrando anche le prospettive per il 2021.
Al traguardo della seconda settimana di giugno l’attestamento del Brent sopra la soglia dei 70 dollari per barile si è ulteriormente consolidato grazie alle notizie molto positive sulla ripresa delle economie occidentali che hanno rinsaldato i propri legami nel vertice G 7 appena concluso.