Nella prima settimana di ottobre la decisione dell’Opec Plus di ridurre la produzione di due milioni di b/g rispetto ai livelli fissati ad agosto, a partire da novembre, ha provocato un rimbalzo delle quotazioni del greggio soprattutto di tipo emozionale, anche di fronte all’entità dei tagli annunciati. Con il passare dei giorni le notizie sul deterioramento della situazione economica indotta dalle spinte inflazionistiche, indotte dagli aumenti dei prezzi dell’energia, sono tornate alla ribalta con prospettive molto negative specialmente per il prossimo anno.
All’inizio della passata settimana i prezzi
del petrolio hanno mostrato segni di
recupero, in controtendenza con l’ormai
consolidato trend ribassista. Ma ai
guadagni delle prime tre sedute si è
contrapposta una sensibile riduzione nella
seduta di giovedì e un modesto recupero il
giorno successivo
Nella giornata di venerdì 22 luglio è stato dopo lunghe e difficili trattative è stato firmato un accordo tra Nazioni Unite, Ucraina, Russia e Turchia per sbloccare le esportazioni di grano dall’Ucraina a partire dai primi giorni di questa settimana.
Purtroppo, un attacco missilistico alla città di Odessa da parte russa ha rimesso in discussione l’operatività dell’intesa accolta con grande speranza dalla comunità internazionale anche come segnale di positivo per trattative più ampie.
Al traguardo della seconda settimana di giugno l’attestamento del Brent sopra la soglia dei 70 dollari per barile si è ulteriormente consolidato grazie alle notizie molto positive sulla ripresa delle economie occidentali che hanno rinsaldato i propri legami nel vertice G 7 appena concluso.
Durante i primi tre mesi del 2018, in Europa, l’energia elettrica immessa in rete è incrementata del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel trimestre l’elettricità consumata è stata pari a 891,6 TWh, registrando un incremento del 3,9% rispetto al 2017.
Per quanto riguarda il contributo delle varie fonti, sempre durante i primi tre mesi del 2018, l’utilizzo dei combustibili fossili – con 438,6 TWh – ha subito una variazione negativa sull’anno precedente del -4,8%.
Nello specifico, il Carbone e il Gas sono diminuiti, rispettivamente, del 7,0% e del 6,7% mentre hanno registrato incrementi il petrolio (+9,8%), i combustibili rinnovabili (+4,7%) e gli altri combustibili (+11%).