Il consorzio industriale francese Exeltium ha siglato un accordo con EDF che permetterà di rimodulare i prezzi delle forniture di elettricità in modo tale da permettere alle imprese di recuperare competitività. In base al protocollo d’intesa, il prezzo dell’elettricità potrà essere diminuito immediatamente del 20% a fronte della possibilità – a seconda dell’evoluzione del prezzo di mercato dell’elettricità – di recuperare gli eventuali aumenti in un periodo successivo (a partire dal gennaio 2019).
La compagnia francese Total ha deciso di vendere il ramo di attività legata alla distribuzione del gas di petrolio liquefatto (GPL) in Francia alla compagnia americana UGI, per un controvalore di 400-450 milioni di euro (circa 545-613 milioni di dollari), segnando un ulteriore passo nella strategia di uscita dai mercati maturi e di riposizionamento nei mercati emergenti
Gli aumenti previsti nel lungo termine per la domanda elettrica francese ritarderanno di almeno due tre anni, rispetto alle stime elaborate dal gestore della rete elettrica francese, RTE.
Il gestore in precedenza aveva annunciato un fabbisogno di 540 terawattore (TWh) anno entro il 2025, nello scenario di riferimento, sia pure in un intervallo compreso tra 480 TWh e 570 TWh.
Secondo una recente analisi condotta dalla Corte dei Conti delle stato francese (Cour des Comptes), i costi medi correnti della generazione elettronucleare dei 58 reattori nucleari di EDF sono aumentati di oltre il 20% nel quadriennio scorso, passando da 49,6 € /MWh nel 2010 a 59,8 €/MWh nel 2013; ove depurato degli effetti dovuti all’inflazione, l’incremento è stato del 16%.
Situata al centro dell’Europa, di cui occupa la maggiore superficie tra tutti i 27 paesi della UE, la Francia presenta una delle economie industrializzate con la minore intensità di emissioni di gas ad effetto serra (CO2), grazie al ruolo del nucleare che sfiora circa il 45% dei consumi totali di energia e l’80% della generazione di elettricità. Con una produzione di energia primaria pari a circa 139 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (TEP), a fronte di una domanda primaria di circa 260 milioni di TEP, nel 2011 il paese complessivamente denotava un grado di autosufficienza energetica pari al 53,5%, pur dipendendo dall’estero per circa il 98% circa suoi approvvigionamenti di petrolio e di gas naturale.