I gestori dei sistemi di trasmissione elettrica (TSO) della Norvegia, Statnett SF, e della Svezia, Svenska Kraftnät, hanno avviato una collaborazione che mira a studiare un rinnovato modello di bilanciamento dei sistemi elettrici tra i due paesi, basato su nuove metodologie e soluzioni IT.
Il Parlamento svedese ha deciso rimuovere gradualmente la tassa sulla “capacità nucleare installata”, aprendo la strada a nuovi investimenti degli operatori per estendere il ciclo di vita dei reattori nucleari e renderli più sicuri. L’accordo raggiunto dai partiti Socialdemocratico, dei Moderati, dei Verdi, di Centro e dei Democratici Cristiani, prevede oltre all’eliminazione dell’imposta sulla capacità installata (stabilita nel 2000, in sostituzione dell’imposta variabile sulla generazione introdotta nel 1984) anche la possibilità di costruire fino a un massimo di dieci nuovi reattori nucleari nei siti esistenti, per sostituire i reattori che saranno dismessi nei prossimi anni.
Il Gruppo energetico tedesco E.ON ha manifestato la volontà di anticipare la chiusura del reattore nucleare svedese di Oskarshamn 2, a causa dei costi elevati, dei prezzi poco remunerativi dell’elettricità e dalla tassazione aggiuntiva imposta sul nucleare.
Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), la domanda d’energia primaria della Svezia nel 2012 è stata di poco inferiore a 49 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (Mtep), volume all’incirca simile a quello del 2011, comunque inferiore del 4,7% ai consumi del 2010 (circa 51 Mtep).
La copertura dei fabbisogni è stata assicurata in maniera pressoché equivalente dal settore nucleare e dalle fonti rinnovabili, con il 34% circa ciascuno, e per il rimanente 32% dalle fonti fossili. La Svezia è il paese membro dell’AIE con la percentuale più bassa di combustibili fossili nel mix energetico, mentre la quota del nucleare risulta seconda soltanto a quella della Francia.