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l seguito della crisi in Ucraina le pressioni sul mercato dell’energia rimangono forti, nonostante il susseguirsi del G7 in Germania, del vertice Nato a Madrid e il confronto in sede europea per trovare soluzioni condivise. Per ora la strategia rimane il supporto militare all’Ucraina, il proseguimento delle sanzioni finanziarie alla Russia e il proseguimento delle riduzioni di importazioni energetiche di petrolio e gas da Mosca.
È stata prospetta l’adozione di un prezzo massimo per il petrolio importato dalla Russia, simile con la proposta italiana per un prezzo massimo per il gas. Rimangono però perplessità di fattibilità tecnica e politica.

Nel frattempo, i prezzi del greggio si sono mossi tra rialzi e ribassi.

Per quanto riguarda le scorte americane di greggio i dati Eia Doe (pubblicati dopo una settimana di ritardo per problematiche informatiche) si nota una riduzione in presenza di una domanda rigida rispetto agli eccezionali aumenti dei prezzi per gli utenti finali.

Cresce anche l’indicatore del caro-energia in Europa, rappresentato dalla media settimanale dei prezzi del Brent e del gas scambiato al Ttf, ambedue espressi in dollari per barile; l’aumento lo porta a 169,1 $/b (nella scorsa settimana era 158,8 $/b).

Alcune riduzioni si vedono invece sul mercato dei prodotti.

La quotazione media settimanale della benzina cif Med è stata pari a 1.350,8 $/t, in lieve riduzione rispetto alla settimana precedente ma comunque alta rispetto al livello dell’anno scorso (circa 700 $/t.)

La quotazione della media settimanale del diesel è stata pari a 1.286,6 $/t, in svantaggio sulla benzina con un differenziale pari a 64,3 $/t. (l’anno scorso si attestava a 600 $ /t.)

Rimangono però alti i margini di raffinazione, pur con un breve arretramento dovuto alla diversa tendenza tra greggio e prodotti. Il margine di raffinazione di un greggio di tipo Brent, lavorato a TRC, in media settimanale, si è attestato verso i 30 dollari per barile, mentre quello relativo a un greggio tipo Ural, come il Dubai, si attesta intorno ai 35 dollari; il margine per un greggio tipo Iranian Heavy è sceso a circa 25 dollari per barile.

                                                                                                                           
Fonte: elaborazione dati da stampa specializzata

Notizie Luglio 2022

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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