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“F
inancing and investment trends 2020” è il nome del nuovo report recentemente pubblicato da WindEurope, che tratta le tendenze dell’energia eolica nel 2020.
Secondo lo studio gli investimenti totali nell’energia eolica offshore in Europa sono stati di 26,3 miliardi di euro, che hanno finanziato 7,1 GW di nuova capacità, entrambi record. Inoltre 42,8 miliardi di euro sono stati investiti in nuovi parchi eolici in Europa, il secondo importo più alto mai registrato nonostante la pandemia COVID 19, e in merito le banche hanno elargito oltre 21 miliardi di euro di debito finanziato da progetti per la costruzione di nuovi parchi eolici, l’importo annuo più alto mai registrato.
Ad ogni modo il dato dello scorso anno è pari a meno della metà rispetto ai 27 GW eolici necessari all’Unione per centrare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas-serra del 55% al 2030, sottolinea l’associazione, convinta che il principale ostacolo resti quello del permitting.
Secondo il rapporto, si nota una evidente differenza tra Paese e Paese, il Regno Unito ha per esempio finanziato la maggior parte dell’energia eolica nel 2020 con 13,5 miliardi di euro, quasi un terzo dell’importo totale. I Paesi Bassi e la Francia hanno registrato i successivi investimenti più elevati per 7,9 miliardi di euro e 6,5 miliardi di euro rispettivamente.
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Fonte: WindEurope
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I
n conformità alle richieste dell’Arera, Terna e Snam hanno pubblicato il nuovo scenario congiunto “National Trend Italia (NT Italia)”, sui rispettivi piani di sviluppo per il 2121.
Dal rapporto, elaborato in considerazione anche delle ipotesi contenute nello scenario National Trend sviluppato da ENTSO-E ed ENTSOG per il TenYear Network Development Plan (TYNDP) 2020 opportunamente modificate tenendo conto degli aggiornamenti più recenti, si evidenzia come, con riferimento al periodo 2019-2020, i valori di saldo import/export siano maggiori rispetto allo scenario Pniec e si assista a una riduzione della produzione termoelettrica attesa, in particolar modo per l’anno di riferimento 2030 (118 TWh nel Pniec, 100 TWh nel NT Italia).
La domanda di gas si mantiene sopra i 60 miliardi di metri cubi anche oltre il 2030, al 2025 si attesterà a 72,2 mld mc per poi scendere a 62,3 mld mc al 2030 e a 60,6 mld mc al 2040, mentre la domanda di gas per il settore termoelettrico si prefigura ancora in linea con l’analisi Pniec. Questi dati sono il risultato di un’analisi accurata di Terna e Snam, che hanno operato insieme secondo un’analisi di correlazione storica tra produzione e rendimento, opportunamente proiettata sugli scenari futuri, per quanto riguarda il termoelettrico cogenerativo, le ipotesi di miglioramento tecnologico previsto nel Pniec, risultavano infatti troppo ottimistiche rispetto alle dinamiche correnti.
Per quanto riguarda gli altri settori la domanda termoelettrica è prevista stabile ai valori attuali fino al 2025 e per gli anni a venire la prospettiva della produzione di energie rinnovabili rimane conforme ai dati Pniec; è invece atteso lo sviluppo dei gas verdi, tra i quali emerge il biometano che raggiungerà i 7 miliardi di metri cubi nel 2040, e dell’idrogeno rinnovabile che al 2040 raggiungerà i 3,9 miliardi di metri cubi (metano equivalente).
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Fonte: Terna e Snam

