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International Renewable Energy Agency ha pubblicato in questi giorni il suo nuovo studio dal titolo “Renewable Energy Policies For Cities”, il quale analizza le politiche relative all’energia rinnovabile per le città.
Secondo lo studio di Irena, le energie rinnovabili hanno impatti che si estendono ben oltre il settore energetico, portando a una maggiore enfasi sull’efficienza energetica e sulle nuove dinamiche di consumo, fornendo un’opportunità per ripensare gli edifici le città, in modi che supportino gli obiettivi climatici globali.
Secondo la relazione sullo stato globale del 2020 per gli edifici e le costruzioni, le emissioni derivanti dalle operazioni di costruzione, ammontavano a 10 Gt di biossido di carbonio (Gtco2), il più alto livello mai raggiunto, ed erano pari al 28% delle emissioni globali totali di CO2 connesse all’energia.Sebbene la pandemia COVID-19 abbia innescato unariduzione del numero di edifici costruiti nel 2020, la superficie occupata per queste attività in tutto il mondo dovrebbe raddoppiare a più di 415 miliardi di m2entro il 2050, con una potenziale domanda di energia in aumento del 50% . In questo contesto, garantire che l’aumento della temperatura media rimanga inferiore a 2 gradi Celsius, richiede una riduzione delle emissioni di CO2 legate agli edifici fino all’85% nei prossimi tre decenni.
Irena sottolinea quindi quanto sia fondamentale considerare le energie rinnovabili come parte di un pacchetto integrato di misure da dover implementare.
Tra le politiche adottabili in questa direzione, secondo lo studio, le città possono, per quanto riguarda edifici nuovi ed esistenti, adottare requisiti minimi di rendimento energetico, quali quelli espressi in una varietà di sistemi di rating. I sistemi di rating possono anche riflettersi in codici di costruzione a livello locale, o ordinanze, che richiedono l’integrazione delle energie rinnovabili negli edifici, tipicamente focalizzata sulle applicazioni solari termiche.

Leggi il nuovo studio dell’International Renewable Energy Agency (IRENA)→
                                                                                                                           
Fonte: IRENA 

Notizie maggio 2021

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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I

l Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), varato il 26 aprile e trasmesso nel fine settimana alla Commissione europea, cumula una maggiore crescita di 4,9 punti rispetto all’impatto della prima versione del Piano inviata alle Camere a metà gennaio.
A fronte di risorse complessive del Piano per 235,6 miliardi di euro nel periodo 2021-2026, si osserva una maggiore crescita del Pil di 0,5 punti per quest’anno per arrivare a 3,6 punti nel 2026, e +15,6 punti di Pil in sei anni.
Un rilevante impulso alla crescita deriva dalle riforme, infatti gli interventi di riforma della pubblica amministrazione, della giustizia e della concorrenza nel lungo periodo generano una maggiore crescita per 3,3 punti di Pil; il 70% dell’impulso macroeconomico arriva dalla riorganizzazione dei processi della PA mentre le riforme di giustizia e concorrenza determinano ciascuna il 15% della maggiore crescita. Va ridotto l’ampio gap di qualità dei servizi pubblici: a marzo 2021 l’Italia è scesa all’ultimo posto tra i 27 Paesi Ue per fiducia dei cittadini nei servizi della PA, perdendo un’ulteriore posizione rispetto alla precedente rilevazione dell’estate 2020.
Nel dettaglio è possibile osservare che per quanto riguarda la filiera dell’edilizia, per esempio, in cui operano 987.000 imprese con 2.194.000 addetti, il superbonus del 110%, per il quale l’ultima versione del Piano assegna risorse per 18,53 mld €, ha segnato uno slancio nella crescita e nella creazione di valore. Comparando gli ambiti di intervento del Piano, 13,81 mld € per l’efficienza energetica degli edificirappresentano il terzo importo più rilevante, dopo quello per la rete ferroviaria (24,77 mld €) e la transizione 4.0 (13,97 mld €).
In conclusione, data la ben nota incidenza del Covid-19 e della diffusione dei vaccini sul Pil, va ricordato che una limitata efficacia dei vaccini sulle varianti del Covid-19 è un rischio valutato pari a 1,4 punti di Pil per quest’anno e 1,7 punti nel prossimo.

Leggi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza→
                                                                                                                           
Fonte: Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 

Notizie maggio 2021

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

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    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
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