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L’
UE ha reso noto l’elenco che definisce le attività che danno un “contributo sostanziale” alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.
Le attività, che fanno capo ai settori agricoltura e forestazione, protezione e ripristino ambientale, gestione dei rifiuti, trasporto, edilizia e manifattura, riguardano la fabbricazione di impianti per le fonti rinnovabili, l’idrogeno, l’efficienza energetica e le tecnologie low-carbon per i trasporti, ma anche per il riciclo della plastica e la produzione di cemento, alluminio e acciaio con processi a basse emissioni e la fabbricazione di auto e furgoni, a patto che abbiano emissioni inferiori a 50 gr CO2/km fino al 31 dicembre 2025 ed emissioni zero dopo questa data.
Si annoverano inoltre la generazione elettrica da fotovoltaico, Csp, eolico, energia oceanica, idroelettrico, geotermia e bioenergia e la cogenerazione da solare, geotermia, combustibili liquidi e gassosi e bioenergie.
E’ inoltre compresa la realizzazione e gestione di impianti di generazione elettrica da combustibili liquidi e gassosi (gas naturale, petrolio e altri prodotti raffinati), ma solo nel caso in cui le emissioni di gas-serra nel ciclo di vita siano inferiori a 100 gr CO2eq/kWh (tale valore può essere raggiunto anche ricorrendo alla Ccs). Figurano inoltre il trasporto e distribuzione di elettricità – ma solo se più del 67% della capacità di generazione di nuova connessione rispetta il limite dei 100 gr CO2eq/kWh – e lo storage di elettricità (inclusi i pompaggi), di energia termica e di idrogeno.
Avranno inoltre la qualifica di sostenibilità le reti di trasporto e distribuzione di gas rinnovabili e low-carbon, il trasporto e stoccaggio sotterraneo di CO2, la produzione di biogas e biocarburanti, il teleriscaldamento e l’installazione di pompe di calore elettriche.
Il criterio di selezione delle attività si basa sull’ottemperanza di almeno uno dei sei obiettivi ambientali stabiliti dall’UE (mitigazione cambiamenti climatici, adattamento cambiamenti climatici, sostenibilità e protezione dell’acqua e delle risorse marine, transizione verso l’economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione ripristino della biodiversità e degli ecosistemi) e non arrecano un danno significativo agli altri cinque obiettivi.
Il regolamento definitivo è atteso per la fine del 2020.
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Fonte: UE
