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L’Eurostat ha rilasciato I dati riscaldamento e raffreddamento degli edifici europei negli ultimi 42 anni; l’agenzia utilizza i gradi di riscaldamento (HDD) e i gradi di raffreddamento (CDD) per descrivere il fabbisogno energetico degli edifici in termini di riscaldamento (HDD) o di raffreddamento (CDD). Negli anni 70 l’indice di riscaldamento aveva un valore medio di 3.510 gradi-giorno (Hdd), mentre nel 2021 è sceso dell’11% a 3.126 Hdd. Il fabbisogno di riscaldamento dell’EU si è ridotto al 89% rispetto al valore del 1979. I valori più alti rimangono in Nord Europa, con quello più alto in Finlandia a 5.665 Hdd, mentre quello più basso risulta Malta con 534 Hdd. Per l’Italia il valore medio è stato di circa 2000 Hdd con il 2021 inferiore alla media con 1800 Hdd. Al contrario, la misura dei gradi-giorno per il raffreddamento (Cdd) è quasi triplicata nel periodo analizzato, passando da 37 Cdd nel 1979 a 100 Cdd nel 2021. L’Italia ha avuto una media annuale di 180 Cdd ma oltre 280 Cdd nel 2021.
Parallelamente, nel report “Decarbonising road transport — the role of vehicles, fuels and transport demand pubblicato” dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea), si evidenzia che tra il 2000 e il 2019 le emissione di CO2 del settore trasporti sono aumentate del 5,8% per automobili e 5,5% per i camion, questi dati sono da attribuire alla crescita della quota della mobilità dei passeggeri via terra per le auto e delle merci per i camion. Le soluzioni suggerite per ridurre l’impatto ambientale del settore sono l’aumento delle auto elettriche, l’incremento della mobilità condivisa, l’utilizzo a pieno carico dei camion e un potenziamento dei mezzi pubblici e della navigazione interna.

Fonte: Eurostat

Notizie giugno 2022

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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