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econdo l’ultima edizione del rapporto pubblicato da Wind Europe, nel 2021 l’Ue ha realizzato 11 GW di nuovi parchi eolici, con le previsioni che indicano nel quinquennio 2022-2026 una media di 17,6 GW all’anno. Per centrare il target del 40% di rinnovabili al 2030 servono tuttavia 32 GW all’anno.
Il problema del permitting continua a frenare lo sviluppo dell’eolico nonostante gli ambizioni obiettivi Ue e nazionali e la scarsità di progetti autorizzati sta avendo un impatto negativo sui produttori di turbine eoliche, che devono anche fare i conti con l’aumento dei prezzi dell’acciaio e di altre materie prime e con i problemi delle catene di approvvigionamento internazionali.
Un appello è arrivato anche dalle associazioni europee delle industrie chimiche e dell’acciaio. “L’energia eolica è essenziale per fornire le enormi quantità di elettricità rinnovabile affidabile e a basso costo di cui il settore chimico avrà bisogno”, ha affermato il dg di Cefic Marco Mensink, mentre l’omologo di Eurofer Axel Eggert ha sottolineato che “l’industria siderurgica europea si sta orientando verso la produzione di acciaio carbon neutral ma questo richiederà già entro il 2030 circa 150 TWh di elettricità rinnovabile a prezzi accessibili”.
Nel dettaglio il rapporto mostra nel 2021 un installato di 17,4 GW (per l’81% onshore) nell’intera Europa e 11 GW nella Ue, che hanno portato il totale installato al 31 dicembre 2021 a, rispettivamente, 236 e 189 GW. Oltre 2 GW soltanto Regno Unito (2.645 MW, di cui 2.317 MW offshore) e Svezia (2.104 MW), con la Germania poco sotto tale soglia (1.925 MW). Seguono Turchia (1.400 MW), Olanda (1.344 MW) e Francia (1.192 MW), con tutti gli altri a meno di 1 GW. Tra questi l’Italia con 201 MW, che hanno portato a 11.108 MW il cumulato a fine 2021.
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Fonte: Wind Europe
