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Autunno è ormai alle porte e si iniziano a fare previsioni riguardo le tendenze energetiche che investiranno l’Italia e l’Europa nel prossimo futuro. L’attuale situazione epidemiologica in Europa e nel mondo, tuttavia, non lascia spazio a molte sicurezze. Con gli Stati Uniti ormai alle prese con una nuova ondata di infezioni da Sars Covid-19 e con l’attuale rallentamento delle vaccinazioni nel nostro paese, la ripresa economica trascinata dalle aziende manifatturiere non va data per scontata. Se, infatti la ripresa del Pil italiano è salita notevolmente nell’arco del secondo trimestre 2021 registrando un 2,7% di crescita (al di sopra della media europea del 2%), allo stesso tempo l’economia italiana continua a segnare un -3,8% di Pil rispetto ai livelli pre-pandemia, in ritardo rispetto agli altri paesi europei.
Tuttavia, mentre i consumi medi delle famiglie italiane continuano ad attestarsi al di sotto dei livelli pre-pandemici, si registra un incremento sostanziale degli investimenti sui macchinari (1,8%) e sulle infrastrutture (12,8%), quest’ultimi favoriti anche dagli interventi governativi quali il Superbonus 110%. Inoltre, si registra in tredici settori manifatturieri una forte ripresa che supera i livelli di inizio 2020, specialmente per i settori di legno, apparecchiature elettriche, computer ed elettronica, mobili, vetro, cemento, ceramica. Ciò nonostante, la produzione energetica continua a stare al di sotto dei livelli pre-Covid e i prezzi dell’energia hanno registrato un forte rialzo al quale si sta accompagnando la ripresa dell’inflazione che non raggiungeva livelli simili dal lontano 2013. Nel complesso il rincaro prezzi dell’energia sembra essere dovuto all’aumento del prezzo delle importazioni che è aumentato del 50% recuperando così i livelli di inizio 2020.
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Fonte: Confartigianato
