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razie all’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) da parte del Parlamento e l’imminente consegna a Bruxelles, che è prevista entro il 30 aprile, si prospettano una serie di riforme da parte del Governo Draghi.
Le misure attese dal Pnrr sono numerose, e per l’attuazione Draghi ha chiesto la collaborazione delle Camere, in quanto il Piano non rappresenta solo investimenti da portare a termine entro il 2026, ma anche una serie di riforme da dover attuare, le quali devono essere in primo luogo in linea con le “country-specificrecommendations”, che l’Ue segnala a ciascun Paese.
Il Governo individua quattro tipologie di riforme: quelle “orizzontali” che hanno un impatto trasversale sulla società, le “abilitanti”, che sono funzionali a garantire l’attuazione del Piano e a rimuovere gli ostacoli amministrativi, le “riforme di accompagnamento”, che erano già programmate dal Governo e infine, vi sono le “settoriali” che riguardano specifici ambiti di intervento o attività economiche. Dai dati emersi, sembra che le riforme relative all’energia e all’ambiente, siano 18 in totale: 1 orizzontale, 3 abilitanti, 1 di accompagnamento, 13 settoriali. Un’altra riforma settoriale – relativa alla “revisione e rafforzamento del modello di governance dei consorzi di bonifica” – è indicata nello schema del Governo, ma non trova un dettaglio all’interno del documento.
Le più importanti sono senz’altro cinque: fast track PA, semplificazioni normativa ambientale, Superbonus, semplificazioni Fere legge annuale sulla concorrenza.
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Fonte: Presidenza del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana
