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Roma, 20 maggio 2015

La crescente integrazione del sistema energetico italiano con quello europeo, nell’ambito delle politiche più ampie dell’integrazione dei mercati dell’energia, sta spostando a Bruxelles gran parte delle decisioni che influenzano le politiche nazionali degli Stati Membri.

La recente European Energy Union, declinata nei cinque pilastri “sicurezza”, integrazione”, “competitività”, ”efficienza”, “decarbonizzazione del mix energetico e ricerca/innovazione”, richiederà infatti un forte coordinamento dei Paesi UE sia nella fase di elaborazione delle normative comunitarie sia di implementazione delle stesse. Le misure di protezione ambientale, con tutti i riflessi che hanno sui sistemi energetici degli Stati Membri ne sono un esempio lampante: la Conferenza delle Parti di Parigi 2015 vedrà infatti la Commissione Europea presentarsi con obiettivi comunitari su CO2, rinnovabili ed efficienza. L’Italia dunque potrà far valere le proprie posizioni sul tema solo in sede europea.

Così, Gilberto DialuceMinistero dello Sviluppo economico – ha introdotto i lavori dell’incontro-dibattito dal titolo “Global Energy Forecasts 2040” organizzato dal WEC Italia lo scorso 20 Maggio ed ospitato da Edison presso i propri uffici di rappresentanza istituzionale di Roma.

A livello europeo, ha continuato Dialuce, è in corso un processo per migliorare la resilienza dei sistemi energetici, rafforzando, anche attraverso l’eliminazione delle barriere infrastrutturali, la possibilità di diversificare gli approvvigionamenti energetici: gli sforzi messi in campo per ampliare le forniture e l’utilizzo del GNL (anche per usi non tradizionali) e per l’integrazione delle fonti rinnovabili vanno proprio in questa direzione.

Sylvain Cail, e Christian Mollard, di Enerdata, hanno presentato i principali risultati emersi dal rapportoEnerFuture Energy Scenarios to 2040,studio realizzato dal Global Energy Forecasting team di Enerdata, che traccia tre differenti scenari di evoluzione del settore energetico globale al 2040:

  • Renaissance, caratterizzato da ripresa della domanda energetica anche nei paesi OCSE, bassi prezzi dell’energia e aumento della temperatura media terrestre compreso tra i 7 e gli 8°C;
  • Balance, in cui l’aumento della domanda energetica si concentra principalmente nei paesi in via di sviluppo, i prezzi dell’energia aumentano e la temperatura media terrestre si innalza di 3-4°C;
  • Emergence, dove la domanda energetica è stagnante, c’è un impegno diffuso nella direzione dell’efficienza energetica in un contesto di prezzi dell’energia elevati e viene raggiunto un accordo globale sulle emissioni climalteranti che contiene l’aumento della temperatura globale entro i 2°C.

Scenari Enerdata di lungo termine

  • senza l’adozione a livello globale di politiche ambientali stringenti, i combustibili fossili rimarranno la principale fonte di approvvigionamento nel mix energetico globale (dal 70 all’80% rispettivamente negli scenari “Renaissance” e “Balance”), con il gas naturale che, principalmente grazie allo sviluppo dello shale gas, guadagnerà progressivamente nuove quote di mercato rispetto a petrolio e carbone fino a coprire il 25-30% del mix energetico globale;
  • nel lungo periodo il prezzo del petrolio tenderà a riassorbire l’attuale calo, raggiungendo al 2040 i 148 $/barile nello scenario “Balance”. Nel caso invece venissero implementate misure di tutela ambientale meno stringenti (scenario “Renaissance”), il prezzo del petrolio aumenterà in maniera meno marcata, raggiungendo al 2040 i 112 $/barile;
  • gli equilibri energetici globali verranno ridisegnati dai nuovi trend che investiranno il settore energetico globale: il volume delle importazioni energetiche asiatiche, e più in generale dei paesi non-OECD, aumenterà in maniera molto marcata (le importazioni della sola Cina sono previste aumentare di cinque volte nel periodo 2010-2040), mentre gli Stati Uniti raggiungeranno l’indipendenza energetica.

Focus Unione Europea

  • al 2030 la riduzione delle emissioni avverrà principalmente grazie a misure di efficienza energetica e all’impiego delle fonti rinnovabili. I settori che subiranno il processo di decarbonizzazione più significativo saranno quelli della generazione elettrica e dell’industria;
  • al 2050 le rinnovabili arriveranno a coprire il 35-55%, a seconda dello scenario di riferimento, del mix di generazione elettrica dell’EU;
  • la domanda di gas è prevista in aumento sebbene le politiche ambientali possano limitarne l’impiego;
  • i settori che mostrano un maggior potenziale per traguardare gli obiettivi di efficienza energetica sono il residenziale e quello dei servizi.

 

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Giancarlo Fonseca, Lombard Odier Investment Managers, ha portato il punto di vista di uno dei principali fondi di investimento internazionali che operano sugli assett energetici e in particolare la loro visione del mercato energetico e delle variabili che ne determinano l’andamento. Il mondo della finanza si focalizza sul breve periodo e sulle performance complessive delle aziende che operano nel settore, piuttosto che su singoli parametri quale ad esempio il prezzo del petrolio.

Attualmente le compagnie energetiche sono guardate con molto interesse dagli investitori, principalmente a causa della bassa valutazione degli asset conseguente la caduta brusca dei prezzi del petrolio negli ultimi mesi. Ci si aspetta dunque un ritorno degli investitori sul comparto energetico nella seconda metà del 2015 in cui è prevista una sostanziale stabilità del prezzo del petrolio che potrebbe protrarsi per un paio di anni.

L’incontro è proseguito con la tavola rotonda-dibattito, moderato da Paolo D’Ermo – WEC Italia – che ha portato l’attenzione sull’equilibrio di medio termine del settore energetico europeo tra rinnovata competitività delle fonti fossili e politiche europee di decarbonizzazione. Sono stati coinvolti nel dibattito rappresentanti di istituzioni, aziende e associazioni delle diverse filiere del settore energetico italiano per approfondire l’impatto della congiuntura energetica sul business del comparto energetico.

Massimo Bruno, Enel, ha descritto come le nuove strategie di business nelle due macroaree geografiche in cui l’utility opera stiano evolvendo in risposta alla congiuntura energetica internazionale. Nei paesi in via di sviluppo il focus principale è sullo sviluppo della produzione di energia elettrica, da rinnovabili, da clean technologies e l’ammodernamento e l’efficientamento delle reti di distribuzione. Nelle economie mature (principalmente Europa) è invece in atto una graduale evoluzione dell’azienda da puro energy producer a energy service company. L’attività dunque in quest’area geografica è concentrata sull’ottimizzazione della produzione, la diffusione e lo sviluppo di smart grid, smart cities e tecnologie di efficienza energetica. In linea con questa evoluzione Enel ha annunciato la chiusura di 23 impianti di produzione e sta ampliando l’offerta di servizi energetici per i clienti finali, tra cui anche le batterie per lo stoccaggio domestico di elettricità e la diffusione dell’auto elettrica.

Domenico Elefante, Eni, ha messo in evidenza come, in Europa, l’eccesso della capacità di raffinazione in un contesto di domanda decrescente abbia spostato l’attenzione di alcuni produttori verso la riconversione per la produzione di biocarburanti. E’ il caso di Eni con la conversione delle raffinerie di Venezia e di Gela per la produzione di green diesel. Inoltre, in ottica diversificazione dell’offerta di carburanti l’Eni nei prossimi anni intende raddoppiare il mercato italiano del CNG (gas naturale compresso) e ampliare le infrastrutture per il rifornimento di GNL ai camion (gas naturale liquefatto) con la costruzione di una nuova stazione di rifornimento a Pontedera prevista entro il prossimo anno.

Alessandro Gilotti, Unione Petrolifera, ha affermato come il settore della raffinazione negli ultimi anni sia stato oggetto di normative europee che ne hanno penalizzato la competitività rispetto ad altre aree geografiche. Ciò è avvenuto in un quadro di difficile situazione economica europea che insieme alla spinta verso l’efficienza energetica e le normative sui carburanti alternativi hanno creato  uno sbilanciamento delle capacità nel comparto europeo della raffinazione. Inoltre la percezione delle istituzioni europee è stata a tratti contraddittoria: in alcuni documenti comunitari il settore è riconosciuto come strategico e ad alta valenza tecnologica, mentre in altri viene definito come un comparto vecchio o sorpassato.

Stefano Mottarelli, Edison, che ha ricordato come il gas, grazie alla sua competitività, rivestirà un ruolo chiave nel mix elettrico globale anche nel lungo termine. In tale quadro, la sfida che attende le gas company europee è garantire che anche nel 2040 le forniture di gas rimangano competitive, affidabili e diversificate. Un compito questo non facile in un contesto di crescente competizione sul lato della domanda, proveniente principalmente dai paesi in via di sviluppo. In Italia questo obbiettivo potrà essere raggiunto tramite il consolidamento dei rapporti con i fornitori storici, il rilancio della produzione domestica e la realizzazione di infrastrutture di trasporto che garantiscano un livello adeguato di diversificazione degli approvvigionamenti.

Sebastiano Serra, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha chiuso l’incontro soffermandosi sullo scenario energetico italiano. Il percorso di efficientamento e di riduzione delle emissioni avviato nel nostro paese non deve escludere alcuna opzione tecnologica oggi disponibile, soprattutto in un periodo storico nel quale le rinnovabili stanno vivendo una fase di stasi dopo il boom degli ultimi anni.

Il Governo italiano, dopo aver stabilito un tetto massimo sul costo cumulato annuo degli incentivi per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche pari a 5,8 miliardi di euro, quasi raggiunto, sta per varare un decreto che prorogherà gli incentivi per il biennio 2015-2016.

Particolare attenzione inoltre va prestata alla realizzazione di infrastrutture adeguate per la trasmissione e distribuzione dell’energia prodotta che deve poter essere agevolmente utilizzata anche a distanza dai siti di generazione.

Concludendo Serra ha aggiunto che nel settore dei trasporti un’opzione tecnologica che ricoprirà un ruolo importante soprattutto per il parco esistente sono le tecnologie dual fuel che prevedono l’impiego congiunto di diesel e gas naturale sia sotto forma di CNG sia sotto forma di GNL.

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