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l dilagare della pandemia di coronavirus in Italia e le conseguenti necessarie misure adottate dal governo per contrastarla ha iniziato a far sentire i suoi effetti sull’andamento dell’economia del nostro Paese con una drastica riduzione, tra gli altri, dei consumi energetici.
Il rallentamento delle attività produttive ha iniziato a far sentire i propri effetti sui consumi già nel mese di febbraio quando, la domanda elettrica rispetto allo stesso mese del 2019 è aumentata di appena l’1%, mentre quella di gas naturale è diminuita del 6,2%. Il maggiore impatto è stato quello del settore civile con minori prelievi peri al 10%. Per quanti riguarda invece i consumi di carburante nel mese di febbraio non si sono registrati particolari effetti negativi, poiché le restrizioni hanno interessato unicamente le aree della zona rossa.
Il mese di marzo invece ha fatto segnare andamenti drasticamente diversi,con un aumento dei consumi elettrici domestici che nella prima settimana del mese sono cresciuti del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a causa del lockdown che ha costretto gran parte della popolazione nelle proprie abitazioni.
Nelle settimane successive tuttavia si è assistito ad una brusca riduzione dei consumi che sono caduti prima del 5 e poi del 15% rispetto alla seconda e terza settimana di marzo 2019.
Alla base della riduzione della domanda ha contribuito il progressivo stop delle attività produttive del Paese.
Anche i consumi di gas naturale hanno fatto registrare una riduzione significativa: rispetto alle prime tre settimane di marzo 2019 la diminuzione è stata superiore al 20% (da notare che tale valore non tiene conto degli effetti della temperatura). Come nel caso dell’energia elettrica, il prevedibile aumento dei consumi domestici non ha compensato quello della chiusura degli esercizi commerciali.
Per quanto riguarda i consumi di carburante l’impatto nel corso del mese di marzo sarà ancora maggiore: il traffico autostradale in soli sette giorni è crollato del 56%, arrivando domenica 15 marzo ad una flessione dell’80%.
Fonte: ARERA
