WEC Italia – Comitato Nazionale Italiano del World Energy Council – in collaborazione con le associazioni AEIT e FAST ha organizzato lo scorso 29 novembre a Milano presso la sede Centrale di Edison la Conferenza “Le rinnovabili nel sistema elettrico: spunti per l’Italia dallo studio WEC – CESI variable renewable energy sources integration in electricity systems 2016”. L’incontro è stata un’occasione di dibattito e approfondimento delle sfide-opportunità per il nostro Paese alla luce della crescente diffusione delle fonti rinnovabili intermittenti (eolico e fotovoltaico), fenomeno che vede impegnati policymakers, regolatori e operatori di settore nel ridisegno dei sistemi e dei mercati dell’energia.

In apertura della Conferenza, Marco Margheri, Presidente del World Energy Council Italia, si è soffermato sui modelli di integrazione delle energie rinnovabili nei sistemi elettrici, tema nevralgico del dibattito pubblico/tecnico sia a livello nazionale che internazionale. L’Italia è uno dei paesi dove si è fatto di più per acquisire in tempi molto rapidi un patrimonio di presenza nel settore delle energie rinnovabili significativo. Questo sviluppo, se da un lato è stato efficace e prorompente, dall’altro non è risultato organico, soprattutto in termini di policy. Oggi sono necessarie azioni che da una parte incentivino l’ingresso nel mercato di quote crescenti di rinnovabili, seguendo i nuovi paradigmi energetici tracciati dalla “Grand Transition” energetica verso un’economia a basse emissioni di carbonio, e dall’altra valorizzino il patrimonio energetico esistente. Nel processo di transizione verso la low carbon economy infatti, avere un sistema energetico aperto alle novità, capace quindi di accogliere quote crescenti di rinnovabili, e in grado al contempo di sfruttare al meglio il patrimonio energetico esistente, attirando investimenti per attività di manutenzione e ulteriore sviluppo, appare di fondamentale importanza per una crescita armonica del settore nel suo complesso. In tale ambito un ruolo chiave sarà ricoperto dalla nuova strategia energetica nazionale, il cui lancio è previsto per il 2017, dove verranno tracciate le linee guida per strutturare modelli di policy che integrino a pieno le dinamiche di collocamento delle rinnovabili sul mercato e che prendano spunto dal buon patrimonio del passato senza ripeterne gli errori.

A valle dei saluti di Roberto Cusolito e Carlo Fazio, rispettivamente Presidenti delle Associazioni FAST e AEIT, è intervenuto il CESI, con il suo Amministratore Delegato Matteo Codazzi, che ha sottolineato, in particolare, come la crescente diffusione delle rinnovabili comporti la necessità di definire un nuovo “market design” per gestire un mercato molto più variabile attraverso nuove regole che valorizzino sia la messa a disposizione, nel lungo termine, di adeguata capacità di generazione e stoccaggio sia la flessibilità nella produzione di energia, nel breve termine.

Alessandro Clerici, Senior Corporate Advisor del CESI e Presidente dello Studio WEC-CESI “Variable renewable energy sources integration in electricity systems 2016 – How to get it right” si è invece soffermato sulle principali risultanze emerse dal rapporto che, realizzato sulla base delle “lessons learnt” dei casi studio prodotti da 32 paesi da cinque differenti continenti, ha fornito spunti di riflessione per approfondire soluzioni tecniche ed economiche utili a favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili intermittenti. I dati relativi agli sviluppi delle fonti energetiche rinnovabili, eolico e fotovoltaico su tutte, sia a livello globale sia a livello di singole realtà nazionali, hanno permesso di evidenziare i fattori critici per una loro efficace integrazione, ma anche di fornire indicazioni sulle soluzioni tecnologiche e regolatorie atte a facilitare un’efficace e continua penetrazione delle fonti rinnovabili non programmabili, ha sottolineato Clerici.
A seguire la presentazione del rapporto, si sono tenute due tavole rotonde-dibattito che hanno visto la partecipazione di importanti player energetici italiani impegnati nello sviluppo delle rinnovabili insieme ad associazioni industriali che stanno accompagnando il consolidamento delle fonti rinnovabili nel mix energetico italiano.
La prima tavola rotonda intitolata “Consolidare la transizione: le “energie” italiane al lavoro” è stata moderata da Gianluca Marini, Direttore Divisione Consulting and Services CESI, ed è stata incentrata su vision e strategie delle aziende italiane impegnate nello sviluppo della generazione da rinnovabili in Italia e all’estero.
Patrick Monino Vice President Greenfield Initiatives di Eni, sottolineando che il core business della compagnia resta l’Oil&Gas, ha riportato gli obiettivi di Eni in Italia per le fonti rinnovabili: l’azienda punta ad installare entro il 2020 circa 220 MW da fonti rinnovabili, prevalentemente fotovoltaico, riqualificando terreni industriali dismessi o in fase di dismissione (in Italia questi terreni ammontano a circa quattro mila ettari), destinando l’energia prodotta all’autoconsumo. A seguire Andrea Panizzo Head of Business Development Europe and Middle East Area di Enel Green Power ha riportato i numeri della crescita di EGP dal 2008 (anno di fondazione): crescita di circa 1000 MW/anno, principalmente da eolico; attualmente in costruzione in tutto il mondo circa 100 nuovi impianti per ulteriori 700 MW che entreranno in esercizio entro la fine del 2016. In Europa e in Italia, definiti ormai “mature makets”, EGP sta sviluppando le cosiddette rinnovabili 2.0, ha aggiunto Panizzo, concentrando le proprie attività sul rinnovamento e sul rifacimento degli impianti esistenti, dedicando quindi ingenti investimenti alla valorizzazione del parco già esistente.
Marco Peruzzi Presidente di E2i, società partecipata dal fondo F2i, Edison ed EDF Energies Nouvelles, ha portato l’attenzione sulla necessità per l’Italia di valorizzare quei siti laddove è disponibile il maggior quantitativo di risorsa naturale per consentire il raggiungimento degli obiettivi che l’Italia si è posta al 2020 e al 2030 in termini di KWh da rinnovabili. Questa valorizzazione non può che partire dai siti che sono stati sfruttati inizialmente con interventi di manutenzione ed efficientamento, ha aggiunto Peruzzi. Nel campo dell’eolico ad esempio, settore nel quale E2i è maggiormente impegnata, è possibile aumentare la produzione di un campo realizzato circa 15 anni fa, di circa 2-3 volte diminuendo di due terzi il numero delle torri installate e ottenendo al contempo evidenti benefici anche dal punto di vista ambientale. Peruzzi ha perlatro sottolineato come i costi per effettuare questo tipo di interventi siano ormai da diversi anni in diminuzione.
Nicola Riccardi Head of Business Operation Europe di Erg, ha ricordato la trasformazione di Erg degli ultimi 10 anni con un disinvestimento di circa 3 miliardi di € in asset della raffinazione per reinvestirli principalmente nell’eolico e nell’idroelettrico, con la recente acquisizione del nucleo idroelettrico integrato di Terni, arrivando a possedere nel 2016 un portafoglio di generazione complessivo di 2,7 GW. Erg oggi è un primario produttore indipendente di energia elettrica, prevalentemente da fonti rinnovabili, presente non solo in Italia, dove è il primo produttore eolico, ma anche in Europa dove ha quasi raddoppiato la potenza eolica installata.
Matteo Tarchi Responsabile Business Development Italia di A2A ha riportato i numeri del gruppo che gestisce oggi circa 10 GW di capacità elettrica con una produzione complessiva di quasi 13 TWh, di cui 4,8 da fonte idroelettrica e il restante da fonti tradizionali. Partendo da questo patrimonio A2A sta sviluppando un piano industriale per penetrare il settore delle rinnovabili cosiddette innovative principalmente nel campo della generazione di media e piccola taglia in un contesto di efficientamento dei consumi energetici e di smart city.
In chiusura di tavola rotonda, si è discusso anche dell’ottimizzazione delle attività di Operation&Maintenance degli impianti esistenti, tema che è diventato un vero e proprio business industriale. Alcuni operatori, come ERG, stanno peraltro internalizzando l’O&M riuscendo così a valorizzare le expertise tecniche tradizionalmente presenti in azienda. In merito agli scenari di sviluppo che attendono il settore delle rinnovabili in Italia, le aziende intervenute hanno confermato come le attività si concentreranno principalmente sull’efficientamento e sul repowering degli impianti con l’impiego delle tecnologie di ultima generazione.
La tavola rotonda intitolata “L’industria italiana nella transizione energetica” ha visto invece la partecipazione delle principali associazioni industriali italiane ed è stata moderata da Simone Mori, Presidente Assoelettrica. I dibattiti hanno dato una visione d’insieme sullo sviluppo della filiera industriale italiana delle rinnovabili e sulle opportunità che questa può cogliere nella transizione energetica in atto anche a partire dagli input provenienti dalle linee guida tracciate a livello europeo.
Il Presidente Mori, nell’introdurre la tavola rotonda ha sottolineato come il settore elettrico abbia subito nel corso degli anni radicali mutamenti: dal rinnovamento del parco termoelettrico, allo sviluppo delle rinnovabili, dalla generazione distribuita, all’efficientamento dei consumi. Questi processi pongono la necessità di delineare un sistema che, in linea con le politiche europee di decarbonizzazione stabilite con il nuovo pacchetto energia “Clean energy for All Europeans”, coniughi le esigenze del mercato e della concorrenza con quelle della decarbonizzazione e della crescita sostenibile. Hanno preso parte al dibattito Massimo Meda di ANIE Rinnovabili, Gruppo Mercato Elettrico e Paolo Giachino, Vice Presidente di AssoRinnovabili.
Il Vice Presidente Giachino, partendo dal contesto europeo, ha auspicato che le misure delineate a livello comunitario possano essere coniugate efficacemente con il funzionamento dei mercati, non ponendo quindi obiettivi che alterino il normale funzionamento degli stessi così come avvenuto in Italia con il boom degli incentivi per le rinnovabili. Giachino ha inoltre sottolineato come, partendo dalla neutralità tecnologica e da un sistema di incentivi equilibrato, la strutturazione di un insieme di regole che favoriscano la “collaborazione” tra fonti termiche e fonti rinnovabili e che garantisca ad ogni fonte opportunità di mercato adeguate alle proprie caratteristiche, sia molto importante per il buon funzionamento e lo sviluppo del mercato stesso. – Meda, tornando sul pacchetto energia europeo, ne ha sottolineato l’intento apprezzabile di voler creare un mercato europeo dell’energia interconnesso. Inoltre sul tema dell’integrazione delle rinnovabili ha sottolineato la necessità di migliorare la disciplina degli sbilanciamenti, ad esempio riducendo il gap temporale tra la gate closure e il momento della delivery. In chiusura di tavola rotonda Meda ha inoltre richiamato l’importanza di favorire l’elettrificazione dei consumi di energia in un contesto di riduzione della domanda come quello degli ultimi anni.
La mattinata di lavori si è conclusa con i gli interventi di Terna, con Pierluigi Di Cicco, Senior Expert Modellazione e Studi di Mercato nel Dipartimento Strategia e Sviluppo e dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sevizio Idrico con Andrea Galliani, Responsabile Unità Produzione di Energia, Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica della Direzione Mercati. Di Cicco ha presentato il lavoro svolto da Terna negli anni di forte crescita delle rinnovabili in Italia confermando il ruolo importante del gestore di rete di trasmissione nell’aver favorito un’integrazione sicura ed efficiente delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale. Terna oggi sta ulteriormente sviluppando la rete nazionale e le sue interconnessioni con i sistemi elettrici dei Paesi confinanti ed è attiva nello sviluppo di nuove tecnologie per l’accumulo elettrico, da ultimo con l’inaugurazione del suo “storage lab” in Sardegna. Galliani ha sottolineato l’importanza del lavoro WEC-CESI che mette a confronto scelte regolatorie e tecnologiche dei vari paesi per apprendere le best practice e strutturare sistemi energetici sempre più efficaci. Galliani ha poi sottolineato la rilevanza di una efficace regolazione tecnica ed economica delle connessioni degli impianti (nuove connessioni e adeguamento impianti esistenti) per l’integrazione delle rinnovabili e della generazione elettrica distribuita, ambito nel quale l’Italia è all’avanguardia.
Conclusioni e numeri dello studio WEC – CESI
Il rapporto WEC – CESI mette in evidenza come le nuove tecnologie e un framework regolatorio chiaro siano fattori chiave per una efficace integrazione delle rinnovabili nei sistemi elettrici. Negli ultimi 10 anni, infatti, grazie a politiche di supporto e all’evoluzione delle tecnologie, le RES, idroelettrico incluso, sono arrivate a coprire il 30% della capacità di generazione e il 23% della produzione di energia elettrica globali. L’eolico e il solare fotovoltaico hanno fatto segnare la crescita media annua più significativa, rispettivamente del 23 e 50%. Nel 2015 gli investimenti in nuova capacità rinnovabile hanno raggiunto la cifra record di 286 miliardi di dollari (154 GW, dei quali il 76% in eolico e fotovoltaico), superando di gran lunga quelli delle capacità convenzionali (97 GW). Gli investimenti si sono concentrati principalmente nei paesi emergenti, la Cina da sola ha coperto il 36% del totale investito a livello globale. Nello stesso anno 164 paesi hanno avviato politiche di supporto alle rinnovabili, 95 dei quali sono in via di sviluppo (nel 2005 erano solamente 15). La transizione energetica dunque del settore elettrico è partita, decisori politici e operatori del sistema saranno i protagonisti di questo percorso; se riusciranno a definire regole di mercato chiare e a diffondere le best practice si potrà assicurare l’evoluzione del sistema energetico verso modelli più sostenibili.